“Due alimenti vietati” (anche a Natale), la ricetta di Garattini e la sentenza sul vino

“Due alimenti vietati” (anche a Natale), la ricetta di Garattini e la sentenza sul vino

Tre scosse in una sola stagione.

La scena è familiare: cucina piena, voci che rimbalzano, un profumo di arrosto che sale piano. Sul tavolo, panettone tagliato a metà e un cotechino che aspetta, lucido, come una promessa. Nel frattempo arriva sul telefono l’ennesima notifica: “due alimenti vietati”, “la ricetta di Garattini”, “la sentenza sul vino”. Ci si guarda, coltello sospeso, come se qualcuno avesse appena chiuso il rubinetto dell’allegria. Capita a tutti quel momento in cui il piacere e la coscienza si guardano in cagnesco. Un adulto scherza, «Siamo rovinati», ma gli occhi chiedono: e ora? Intanto le bollicine aspettano, disciplinate, dentro i calici vuoti. La tavola non è mai stata solo cibo. È un referendum emotivo, ogni anno uguale. E ogni anno diverso. Una domanda ci scotta sulle labbra.

Due alimenti “vietati”: cosa vuol dire davvero

Quando si parla di “vietare” due alimenti, molti pensano a un’esagerazione. In realtà si parla di abitudini, non di dogmi. Il mirino è su bevande zuccherate e carni lavorate molto processate, quelle che entrano in casa facile e restano addosso più del necessario. *Sì, anche a Natale.* Non perché la festa debba diventare un esame, ma perché una scelta oggi pesa più di cento promesse domani. Il punto non è demonizzare, è togliere il pilota automatico.

Un esempio chiaro: una lattina di soft drink porta con sé più zuccheri liberi di quanto immaginiamo. In un aperitivo lungo può scivolare la seconda, poi la terza. La curva glicemica sale, l’energia finge, poi crolla. Con gli insaccati succede un’altra magia: sono sapidi, intensi, pensati per farci dire “ancora una fettina”. E la fetta diventa piatto. Nei numeri, le linee guida raccomandano di tenere gli zuccheri aggiunti sotto il 10% delle calorie giornaliere. Natale non è un buco nel calendario.

Perché proprio questi due? Le bevande zuccherate allenano il palato al dolce facile e spostano l’ago dell’appetito. Le carni lavorate ad alto grado di trasformazione concentrano sale, nitriti e grassi che non fanno squadra con il nostro benessere. Non si tratta di vietare per punire, ma per liberare spazio a sapori veri. Tradotto: se le togli dal “sempre”, puoi tenerle nel “qualche volta”. E il “qualche volta” vale anche in festa, quando i piatti buoni sono tanti e vanno scelti con cura.

La “ricetta” di Garattini in pratica

La “ricetta” di **Garattini** è asciutta, quasi antica: meno zuccheri aggiunti, meno sale, poche illusioni, più movimento e scelte semplici. In tavola si può tradurre con un piccolo rituale: prima un bicchiere d’acqua, poi un piatto ricco di contorni e una porzione di proteine magre. Pane? Meglio a lievitazione lunga e integrale. Dolci? Prendine uno, buono, non tre mediocri. Questa è una tecnica gentile: non togli, sposti. E il gusto non si offende.

Gli errori più comuni sono silenziosi. Assaggini che raddoppiano, stuzzichini salati a catena, bibite che sembrano innocue. Diciamocelo: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Qui serve un trucco: decidi in anticipo quale sarà il tuo “sì” della serata. Un solo brindisi? Un dolce importante? Scegli e difendilo. Gli altri “forse” diventano “no, grazie” senza drammi. Lo stomaco non è un cesto senza fondo, il ricordo di un piatto ben scelto dura più di una scorpacciata qualunque.

Su vino e alcol la partita è delicata. La recente “sentenza sul vino” ha rimesso la realtà davanti a tutti: il vino è alcol, e l’alcol comporta rischio, anche a basse dosi. Qualità e tradizione non cancellano la fisiologia. La notizia ha ferito l’orgoglio di molti, ma ha anche liberato un pensiero adulto: si può amare un prodotto e, allo stesso tempo, rispettare i suoi limiti. Una cosa non esclude l’altra.

«Il vino è alcol: il rischio non scende mai a zero. Il rispetto non è astinenza, è consapevolezza.»

  • Brinda una volta, lentamente, e alterna sempre con acqua.
  • Preferisci calici piccoli e pause lunghe tra un sorso e l’altro.
  • Evita il “top-up” continuo: finisci, poi decidi se fermarti.
  • Se guidi, il brindisi è analcolico. Punto.

La sentenza, il bicchiere, e quel che resta in tavola

La **sentenza sul vino** non toglie poesia al brindisi. Toglie l’alibi. Sapere che il rischio esiste non spegne la festa, la rimette sui binari. Il calice diventa un gesto, non un flusso. E se anche la tradizione pesasse, ricordiamoci che tradizione è scegliere, non ripetere. In molte case il primo a dire “io stavolta passo” apre una porta agli altri. E non è moralismo, è leadership gentile.

Torniamo ai due “vietati”. Eliminare le bibite zuccherate dalla routine libera gusto per un dolce vero, magari fatto in casa, condiviso. Ridurre gli insaccati al “solo nelle occasioni” restituisce al palato la felicità di un buon formaggio, di un pesce semplice, di un legume ben cotto. Non c’è guerra tra piacere e salute. C’è un’alleanza da riscrivere piatto dopo piatto. E la ricetta di **Garattini** qui suona come promemoria: sobrietà attiva, non rinuncia.

Alla fine, la domanda che scotta è un’altra: cosa vogliamo ricordare di questa tavola? Le risate arrivano prima di ogni regola, i piatti belli dopo. Un brindisi vero vive anche con il calice a metà. E una festa si misura con la sensazione leggera che ti accompagna a sera, quando spegni l’ultima luce e ti dici: è andata bene. Con o senza refill.

Punto chiave Dettaglio Interesse per il lettore
Due alimenti “vietati” Bevande zuccherate e carni lavorate molto processate Scelte chiare per ridurre zuccheri, sale e eccessi
La “ricetta” di Garattini Sobrietà, movimento, meno zucchero e sale, più consapevolezza Tradurre i principi in gesti semplici a tavola
Sentenza sul vino Il rischio dell’alcol resta, anche a basse dosi Brindare con misura senza rovinare la festa

FAQ :

  • Quali sono i “due alimenti vietati”?Bevande zuccherate e carni lavorate molto processate. Il senso è toglierle dalla routine, non demonizzare le feste.
  • La “ricetta” di Garattini in poche parole?Meno zuccheri e sale, scelte semplici, movimento quotidiano, niente scorciatoie miracolose.
  • Cosa dice la sentenza sul vino?Ribadisce che il vino è alcol e il rischio non è nullo. Conta la consapevolezza, non l’automatismo.
  • Posso bere un calice a Natale?Sì, se lo scegli e lo alterni all’acqua. Evita ricariche continue e decidi prima quanto bere.
  • Come gestire i bambini a tavola?Niente bibite zuccherate come default. Acqua, succhi diluiti, e porzioni piccole di dolci veri.

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