La domanda è semplice e diretta: con una pensione italiana, ha davvero senso trasferirsi in Albania per vivere bene, pagare poco e – per molti – arrivare a tasse zero? Le storie che circolano sono seducenti: “una casa al mare costa 300 euro al mese e si cena fuori con 15”. Sotto c’è una realtà fatta di scelte pratiche, carte da presentare, città da provare sul campo.
Due pensionati di Bari sorseggiano un espresso e guardano il mare, come se fosse lo stesso Adriatico di casa. “Abbiamo visto un bilocale a 300 euro, vista mare, terzo piano senza ascensore”, dice uno. L’altro annuisce e aggiunge: “Ieri sera pesce, insalata e vino: 15 euro a testa”. La vita, qui, scorre più piano. Poi uno tira fuori una cartellina con documenti e appunta: “Domani l’agenzia per l’affitto e poi l’assicurazione sanitaria”. Una frase resta sospesa nell’aria: e le tasse?
Perché l’Albania attira i pensionati italiani
Il primo impatto è concreto: mercato del pesce a Valona, prezzi scritti a pennarello, l’odore di agrumi e caffè che riempie i vicoli. Un affitto lungo costa sui 250–400 euro al mese fuori stagione nelle zone di Durazzo, Valona o Saranda. Sulle colline si scende ancora. La spesa al supermercato ha scontrini gentili, i bus urbani costano poco e le cene all’aperto non chiedono sacrifici. Non è solo un conto economico. È la sensazione, quasi fisica, di far respirare il budget.
Prendiamo Enzo e Mara, coppia di Modena, ex metalmeccanico lui e maestra lei. Hanno provato per tre mesi un bilocale a Saranda, poi si sono fermati. Pagano 320 euro per 60 mq a dieci minuti a piedi dal lungomare. Bollette tra 60 e 90 euro al mese, fibra a 15 euro, due cene fuori a settimana sui 25–35 euro in due. Con una pensione netta combinata di 1.800 euro dormono più sereni: mettono da parte qualcosa, si concedono il traghetto per rientrare in Italia ogni tanto, adottano riti che sanno di casa. Capita a tutti quel momento in cui una nuova routine ti sembra improvvisamente possibile.
Il richiamo fiscale conta. Con la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Albania, molte pensioni da lavoro privato sono tassate solo nel Paese di residenza. In Albania, la normativa attuale non colpisce le pensioni come reddito imponibile nella gran parte dei casi, e chi trasferisce qui la residenza fiscale spesso percepisce l’assegno al netto. Restano eccezioni: le pensioni del pubblico impiego italiano possono essere tassate in Italia, e serve verificare posizione per posizione. Servono 183 giorni l’anno sul territorio, un contratto di affitto registrato e un certificato di residenza fiscale locale. Per molte pensioni private l’imposta effettiva è pari a zero grazie alla convenzione bilaterale.
Come trasferirsi senza sorprese: passi pratici
La mossa giusta è un sopralluogo di uno-due mesi nelle città candidate, fuori dall’alta stagione. Il visto non serve per ingressi brevi, e in tre settimane capisci se preferisci Valona, Durazzo o un borgo più silenzioso. Poi si firma un affitto annuale, si richiede il permesso di soggiorno per pensionati (leje qendrimi) con contratto, estratti conto e certificato penale tradotto. Arriva il certificato di residenza fiscale albanese, si apre un conto locale e si chiede all’INPS di applicare la convenzione per evitare la ritenuta in Italia, allegando la residenza estera. Una mattina ti svegli e scopri che il tuo assegno entra pieno sul conto.
Una raccomandazione di vita quotidiana: scegli la zona anche in base a servizi e sanità. A Tirana e Durazzo ci sono cliniche private con standard europei, a Saranda e Valona conviene informarsi su strutture e tempi. Valuta l’isolamento acustico degli edifici e il riscaldamento invernale, perché in molte case si vive bene d’estate ma si patisce il freddo da dicembre a marzo. Leggi bene i contratti: spese condominiali, cauzione, penali per uscita anticipata. Diciamocelo: nessuno controlla ogni dettaglio al primo colpo.
Chi ci è passato parla di una curva di adattamento gentile. I locali spesso capiscono l’italiano, la comunità expat è accogliente e l’Adriatico fa da traduttore emotivo. La burocrazia è meno spaventosa di quanto sembri se prepari i documenti giusti.
“Ci è voluto un mese per avere tutto: affitto, permesso, banca. Poi l’INPS ha sbloccato il pagamento senza ritenute e il nostro bilancio si è allargato di colpo”, racconta Mara.
- Documenti di base: passaporto, contratto d’affitto, foto tessera, estratto conto, certificato penale tradotto e apostillato.
- Tempistiche tipiche: 2–6 settimane per permesso e residenza, 4–8 settimane per la pratica INPS.
- Costi ricorrenti: affitto 250–450 euro, utenze 60–120, internet 12–20, assicurazione sanitaria privata 400–800 euro/anno.
Cosa resta: qualità di vita e domande scomode
Si vive davvero bene con 1.200–1.500 euro in due, includendo affitto, spesa, un po’ di svago, traghetto un paio di volte l’anno. Le città cambiano volto tra luglio e agosto, con più traffico e prezzi che salgono nei locali sul mare, mentre d’inverno la costa riprende fiato e i ritmi rallentano. Le piccole frizioni esistono: differenze culturali, cantieri ovunque, banche meno digitali, burocrazia che chiede timbri. Ti salva una rete di contatti: un agente serio, un medico di riferimento, un vicino che ti spiega come leggere il contatore dell’energia. Non è un paradiso, è un compromesso consapevole.
Restano i nodi fiscali personali: chi ha pensioni miste o da impiego pubblico deve farsi seguire da un consulente, per evitare errori e doppi prelievi. Conviene mantenere una carta italiana per le emergenze e una locale per le spese di ogni giorno. Molti pagano in contanti, ma i POS stanno ovunque. Si arriva e si riparte facilmente: voli per Tirana tutto l’anno, traghetti su Durazzo e Valona. E quelle cene da 15 euro restano realtà se ti allontani di due vie dal lungomare patinato.
La scelta si misura in dettagli che non entrano nei conti: il saluto del fruttivendolo, la passeggiata al porto quando il vento si placa, la telefonata ai nipoti su WhatsApp. Qualcuno resterà per sempre, altri faranno stagioni, metà anno in Albania e metà in Italia. Il bello è poter scegliere e cambiare idea senza drammi. *Non serve un atto di fede, solo un test onesto di uno-due mesi e la disponibilità a spostare qualche abitudine.* Chi dice “si cena con 15 euro” non sta vendendo un sogno, sta invitando a vedere con i propri occhi.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Tasse sulla pensione | Per molte pensioni private, convenzione Italia–Albania e normativa locale portano a imposta nulla; eccezioni per pensioni pubbliche. | Capire se l’assegno può crescere “netto” trasferendosi. |
| Costo della vita | Affitti 250–400 euro sul mare fuori stagione; cena 12–18 euro a persona; utenze e internet contenuti. | Vedere quanto realmente si risparmia ogni mese. |
| Passi pratici | Sopralluogo, affitto annuale, permesso di soggiorno, residenza fiscale, pratica INPS, assicurazione sanitaria privata. | Avere una checklist pronta da usare senza perdere tempo. |
FAQ :
- La pensione italiana è davvero a tasse zero in Albania?Per molte pensioni da lavoro privato sì, grazie alla convenzione e alla prassi locale. Per pensioni del pubblico impiego spesso resta la tassazione in Italia: va verificato caso per caso con un consulente.
- Quanto costa affittare una casa al mare?Tra 250 e 400 euro al mese fuori stagione per bilocali in zone come Durazzo, Valona o Saranda. In alta stagione i prezzi possono salire o includere più richieste di cauzione.
- Serve un’assicurazione sanitaria?Conviene stipulare una polizza privata internazionale o locale (400–800 euro/anno). Le strutture private principali sono a Tirana e Durazzo; in costa ci sono cliniche più piccole.
- Quali documenti servono per la residenza?Passaporto, contratto d’affitto registrato, foto tessera, estratto conto, certificato penale tradotto e apostillato. Poi si richiede il permesso di soggiorno e il certificato di residenza fiscale.
- È facile vivere parlando italiano?Nelle città costiere molti capiscono l’italiano e l’inglese. Imparare frasi di base in albanese rende tutto più semplice e conquista sorrisi.









