Fare un bonifico a tuo figlio sembra un gesto semplice. È quando arrivi alla riga “Causale” che nasce il dubbio: cosa scrivere per non incappare in domande del Fisco domani?
Apri l’app della banca: tuo figlio ha trovato la stanza, chiede l’anticipo della caparra. Inserisci l’importo, 3.000 euro, scorri fino in fondo. “Causale”. Ti fermi. Lo schermo sembra più luminoso del solito, come se quella parola chiedesse una risposta giusta, non qualunque. Ricordi un amico che l’anno scorso ha dovuto spiegare un versamento “per te ❤️” all’Agenzia delle Entrate. Non è stato un dramma, ma una seccatura sì. Ti viene da scrivere “regalo”, poi cancelli. Ripensi a come chiamare ciò che è, né più né meno: un aiuto di famiglia. La sensazione è quella di mettere un’etichetta a una cosa viva. Eppure serve.
Perché la causale conta davvero
La causale non è un dettaglio: è la tua storia in due righe. Le banche vedono il movimento, il Fisco vede il flusso. La causale racconta la natura del denaro: regalo, prestito, contributo spese. Se è chiara, domani quel bonifico parla da solo. Se è vaga, ti toccherà parlare tu.
Capita a tutti quel momento in cui si invia “qualcosa” a un figlio e si scrive “per te”. A Chiara, 22 anni, sono arrivati 8.000 euro dal padre per la prima auto. La banca, notando l’uscita consistente, ha chiesto l’origine dei fondi. La causale diceva solo “auguri”. Hanno dovuto recuperare messaggi, una mail, perfino lo screenshot dell’annuncio dell’auto. Bastava “liberalità familiare per acquisto auto” e il filo sarebbe stato chiaro fin dal primo giorno.
Le categorie giuridiche aiutano a mettere ordine. In famiglia, il trasferimento può essere una donazione (liberalità), un prestito, o un rimborso spese. Le donazioni tra genitore e figlio non generano reddito, e l’imposta di donazione scatta solo oltre 1.000.000 euro per beneficiario, con aliquota del 4% sulla parte eccedente. Il punto è darne prova: scrivere “liberalità a favore del figlio per…” la rende riconoscibile; scrivere “prestito infruttifero” la separa dal regalo. Le parole giuste evitano equivoci, e gli equivoci costano tempo.
Cosa scrivere (e cosa evitare) nella causale
Ecco formule che funzionano e riducono le frizioni. Per un regalo: “Liberalità familiare a favore del figlio [Nome Cognome] – contributo spese [specifica: università/affitto/auto]”. Per una somma modesta: “Donazione di modico valore ex art. 783 c.c. – [motivo]”. Per la caparra di una stanza: “Liberalità per caparra locazione [indirizzo] – mese [mese/anno]”. Per la prima casa: “Liberalità familiare per acquisto prima casa – bonifico tracciato”. Se è un prestito: “Prestito infruttifero familiare € [importo] – restituzione entro [data] – scrittura privata del [data]”. Una riga pulita, niente fronzoli, tanta chiarezza.
Quelle che seguono sono scelte di buon senso da tenere a mente. Evita emoticon, ironie e allusioni: “per te ❤️” o “arrangia” complicano tutto. Non scrivere “stipendio” o “compenso” se non lo è: cambiano la natura fiscale del denaro. Evita di mescolare prestito e regalo nella stessa causale, crea un cortocircuito. Se l’importo è rilevante per la tua situazione economica, valuta la “donazione indiretta” ben documentata o, se non è modico valore, un atto notarile. Diciamoci la verità: nessuno lo fa davvero ogni giorno. Ma quando serve, serve.
Un professionista lo riassume così.
“La causale ideale dice chi, cosa, perché e in che veste: liberalità o prestito. Stop. Ogni parola superflua è un potenziale dubbio in più.” — Commercialista, Milano
- Causali pronte all’uso: “Liberalità familiare per tasse universitarie AA 2025/26”.
- “Prestito infruttifero € 5.000 – restituzione 31/12/2026 – scrittura privata 10/01/2026”.
- “Liberalità per caparra appartamento via [via] – [città] – [mese/anno]”.
- “Donazione di modico valore per acquisto PC – studi universitari”.
- “Rimborso anticipato spese mediche sostenute da [Nome] il [data]”.
Oltre la causale: prove e buon senso
La causale apre la strada, ma la traccia completa la rende solida. Conserva la ricevuta del bonifico, uno screenshot del messaggio in cui tuo figlio chiede l’aiuto, eventuali fatture o contratti (locazione, acquisto). Se si tratta di prestito, una scrittura privata con importo, tempi e firma di entrambe le parti è oro. *Una causale chiara è una piccola assicurazione contro i dubbi.*
Ci sono dettagli che aiutano nella vita reale. Se invii somme ricorrenti per l’affitto, usa sempre la stessa formula: “Liberalità per contributo affitto – [mese/anno]”. Se l’importo è alto rispetto ai tuoi risparmi, aggiungi un riferimento alla provenienza lecita: “Somma da risparmi familiari – liberalità”. E se tuo figlio userà il denaro per un pagamento rilevante, tenete anche la ricevuta di quel pagamento: collega i puntini in modo naturale. Serve poco tempo, ma sblocca molte porte.
Non c’è una polizia della causale, c’è la coerenza dei fatti. In caso di controlli antiriciclaggio, la banca può chiedere chiarimenti su operazioni anomale. Nel frattempo, il Fisco può voler ricostruire la capacità di spesa: se il denaro è stato una liberalità, non è reddito del figlio, purché sia dimostrabile. E sì, il saldo sul conto può incidere sull’ISEE dell’anno successivo: un motivo in più per tenere tutto ordinato ma semplice.
Quando mandi denaro a un figlio, in realtà stai mettendo ordine nel futuro. È un’etichetta che parla con chi non ti conosce, e che domani potrà difendere una scelta di oggi. Scrivere “liberalità” o “prestito infruttifero” non rovina il gesto, lo rende tracciabile e condivisibile. C’è anche una piccola opportunità: educare i ragazzi alla finanza quotidiana, alla carta che resta, alla differenza tra regalo e debito. Il bonifico è un gesto d’amore, la causale è la sua impronta. A volte basta una riga per far filare liscia un’intera storia familiare.
| Punto chiave | Dettaglio | Interesse per il lettore |
|---|---|---|
| Causali chiare | Usa “liberalità familiare” o “prestito infruttifero” con motivo e data | Riduce richieste di chiarimenti e fraintendimenti fiscali |
| Documentazione | Ricevuta bonifico, messaggi, contratti, scrittura privata per i prestiti | Prove immediate in caso di domande di banca o Fisco |
| Soglie e regole | Donazioni genitore-figlio esenti fino a 1.000.000 €; oltre, 4% sull’eccedenza | Evita allarmi e pianifica trasferimenti importanti senza sorprese |
FAQ :
- Cosa scrivere nella causale per un regalo di compleanno a mio figlio?“Liberalità familiare per regalo compleanno – [mese/anno]”. Se l’importo è contenuto rispetto alle tue possibilità, puoi aggiungere “donazione di modico valore”.
- Quando serve il notaio per una donazione con bonifico?Per somme non di modico valore, la donazione diretta richiede atto pubblico. Molti aiuti reali rientrano nelle liberalità indirette o di modico valore, ma per importi importanti conviene valutare l’atto notarile.
- Meglio scrivere “donazione” o “liberalità” nella causale?“Liberalità familiare” è chiaro e aderente al linguaggio comune. Se l’importo è modesto, “donazione di modico valore” esplicita la cornice. L’essenziale è specificare lo scopo: “per affitto”, “per università”, “per auto”.
- Come indicare un prestito a mio figlio senza interessi?“Prestito infruttifero familiare € [importo] – restituzione entro [data] – scrittura privata del [data]”. Allegare una semplice scrittura firmata da entrambe le parti chiude il cerchio.
- Ci sono limiti o rischi di segnalazione con bonifici elevati?Le banche monitorano operazioni anomale ai fini antiriciclaggio e possono chiedere chiarimenti. Una causale coerente e documenti d’appoggio limitano i passaggi. Tra genitori e figli, le donazioni non sono reddito e sono esenti fino a 1.000.000 € per beneficiario.









