In Albania con la pensione (italiana) a tasse zero: “Una casa al mare costa 300 euro al mese…”

In Albania con la pensione (italiana) a tasse zero: “Una casa al mare costa 300 euro al mese…”

Pensione italiana, veranda vista mare, affitti da 300 euro. In Albania c’è chi giura di vivere meglio, spendendo la metà e pagando zero imposte sulla pensione. Realtà o miraggio? La risposta sta in alcuni passaggi burocratici, nella testa leggera di chi riparte e in una costa che profuma di timo e salsedine.

Un signore di Torino piega il giornale, sorseggia un espresso corto e dice: «Qui con 1.400 euro vivo bene e mi avanza». Il cameriere gli porta il conto: 90 lek, meno di un euro, un sorriso incluso.

Una coppia di pensionati guarda gli appartamenti dal balcone opposto, il venditore parla in italiano con l’accento delle tv anni ’90. Gli occhi si illuminano all’idea di un affitto da 300 euro. L’orizzonte fa il resto.

Il mare li chiama. La domanda resta sospesa come un gabbiano: conviene davvero trasferirsi qui con la pensione italiana e pagare zero tasse?

Albania, il richiamo dolce: qualità di vita e numeri che tornano

L’idea principale è semplice: con una pensione italiana media, in Albania si vive con agio. Affitti bassi, ristoranti accessibili, servizi in crescita. La costa tra Durazzo, Valona e Saranda offre case ristrutturate, scale corte e terrazze lunghe.

A tutti è capitato quel momento in cui si guarda il conto al ristorante e si pensa “ma perché pago così tanto?”. Qui una zuppa di pesce costa come un caffè in centro a Milano. Una casa a due passi dalla spiaggia, in affitto lungo termine, sta a **300 euro al mese** nei mesi non estivi; 350-450 per le zone più richieste. Con 70 euro di utenze e 15 di internet, la somma fa sorridere.

La leva non è solo il costo della vita. È la sensazione di tempo allargato. Meno spese fisse, più spazio per il mercato del sabato, per l’olio del vicino, per le giornate di sole invernale. Le città sono più piccole, i ritmi più umani, l’italiano è capito quasi ovunque. L’aria sa di mare e di opportunità quotidiane.

Tasse zero sulla pensione: come funziona, davvero

Il nodo fiscale si scioglie con due mosse: spostare la residenza fiscale in Albania e applicare la Convenzione contro le doppie imposizioni Italia–Albania. Si vive almeno 183 giorni l’anno qui, si iscrive l’AIRE, si ottiene il certificato di residenza fiscale albanese e lo si invia all’ente pensionistico italiano con la richiesta di applicare la Convenzione. Tradotto: niente IRPEF in Italia, e, con il regime albanese attuale, **tasse zero sulla pensione estera** percepita in Albania.

Pratica concreta. Si entra con passaporto, si affitta una casa, si apre un conto locale, si richiede il permesso di soggiorno per “soggiornanti economicamente autosufficienti” (Leje Qëndrimi). Servono estratto pensione, assicurazione sanitaria, contratto d’affitto e documenti anagrafici. Poi il numero fiscale albanese e il certificato di residenza fiscale dal Direttorato delle Tasse. Infine, si invia tutto all’INPS o al proprio ente: da quel momento la pensione arriva “lordo convenzione”.

Le cifre fanno la differenza. Su una pensione netta italiana di 1.600 euro, eliminare l’IRPEF può valere centinaia di euro al mese. Qui quelle stesse centinaia coprono affitto, utenze e spesa fresca al mercato. Diciamolo: nessuno fa davvero i conti tutti i giorni con il righello. Ma quando, a fine mese, resta più margine, la vita cambia ritmo.

Mettere i piedi a terra: passaggi, errori da evitare, trucchi di chi c’è già

Metodo, senza giri di parole. Prima un sopralluogo di 2-3 settimane per capire quartieri e prezzi reali. Poi un contratto d’affitto lungo termine registrato, che servirà per permesso e residenza. Scelta dell’assicurazione sanitaria privata (100-300 euro l’anno, a seconda dell’età). Apertura del conto locale per ricevere la pensione in euro e versare le spese con carta albanese. Ultimo miglio: richiesta AIRE al Consolato e pratica di Convenzione fiscale con l’ente pensionistico. Il corridoio c’è: basta percorrerlo una porta alla volta.

Gli scivoloni tipici sono tre. Affrettarsi a firmare un affitto turistico corto e costoso, quando il lungo termine costa la metà. Dimenticare la polizza sanitaria, salvo cercarla d’urgenza al primo malanno. Trascurare i tempi: tra permesso, certificati e AIRE servono settimane, non ore. Il tono giusto è quello di chi fa un trasloco con calma: una checklist, due chiacchiere con chi vive già qui, una seconda visita al quartiere di sera.

Mi dice una signora di Mestre, sul molo di Saranda, che “qui ho riaperto i cassetti dei sogni”. Il suo consiglio è netto: non innamorarti solo della vista, ascolta il palazzo, il vicinato, i rumori della notte.

“La prima casa l’ho presa in alto, bellissima. Ma il vento urlava. Ora sto due strade più giù: meno instagram, più vita vera.”

  • Quartieri da provare: Lungomare di Valona, Rradhimë, Golem a Durazzo, la parte bassa di Saranda.
  • Budget mensile realistico: 900–1.300 euro per vivere bene in due.
  • Tempi pratiche: 30–60 giorni tra permesso e certificati, se i documenti sono completi.
  • Lingua: italiano compreso spesso; l’albanese base apre porte insospettate.

Il resto è vita: margine, comunità, domande che restano

Quando paghi poco di affitto e non versi imposte sulla pensione, succede qualcosa di semplice. Il denaro smette di essere ansia continua e diventa un mezzo. C’è spazio per il treno a Berat, per la cena lenta sul porto, per un corso di albanese con la maestra del quartiere.

Non è un manifesto, è una porta socchiusa. Alcuni resteranno al mare d’inverno, altri scaleranno colline sopra Valona, altri ancora prenderanno un appartamento in città per avere ospedali e cinema a portata di mano. Ogni scelta ha un prezzo, in soldi e in energie.

Le norme fiscali evolvono, i territori cambiano, le persone pure. L’orizzonte, quello no: è la stessa linea che si allunga dal vostro balcone nuovo, pronta a farsi strada in ogni mattina. La domanda vera non è “conviene?”, è “che vita voglio adesso?”.

Punto chiave Dettaglio Interesse per il lettore
Residenza fiscale e Convenzione Iscrizione AIRE, 183 giorni in Albania, certificato fiscale e richiesta all’ente pensionistico Capire come ottenere **tasse zero sulla pensione** senza inciampi
Affitti e costi Bilocale lungo termine vista mare a **300 euro al mese**, utenze 70–90 euro, internet 15 euro Stimare il budget reale e scegliere la zona giusta
Sanità e vita pratica Assicurazione privata, cliniche a Tirana e nelle città costiere, banca locale per conti in euro Sicurezza, salute e pagamenti senza sorprese

FAQ :

  • Serve un visto per vivere in Albania da pensionato?Per i cittadini italiani non serve visto per ingressi brevi. Per restare e risiedere, si richiede un permesso di soggiorno per persone economicamente autosufficienti.
  • Come si ottengono zero tasse sulla pensione italiana?Trasferendo la residenza fiscale in Albania, iscrivendosi all’AIRE e chiedendo all’ente pensionistico l’applicazione della Convenzione Italia–Albania con il certificato di residenza fiscale albanese.
  • Quanto costa la vita al mese in due?Dipende dalla città e dallo stile, ma molti coppie vivono bene tra 900 e 1.300 euro al mese, includendo affitto, spesa, utenze e svaghi moderati.
  • La sanità è affidabile?Nelle città principali ci sono cliniche private valide per visite e diagnostica. Per interventi complessi si preferisce spesso Tirana o il rientro programmato in Italia. Una polizza sanitaria è prudente.
  • Meglio comprare o affittare?Per i primi 6–12 mesi conviene affittare. Si impara il quartiere, si testa il clima e si evita di immobilizzare capitali finché non si è sicuri della scelta.

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